Con istanze rivolte all’Autorità, numerosi interessati hanno lamentato che dati bancari a loro riferiti, conservati nei database di alcune banche con le quali avevano instaurato rapporti contrattuali, erano stati oggetto di indebito accesso verosimilmente da parte di alcuni dipendenti, i quali, poi, li avrebbero comunicati a terzi al fine di utilizzarli per scopi personali e, segnatamente, in vista di una loro produzione in giudizio (di norma, in separazioni giudiziali e procedure esecutive, in particolare, in pignoramenti presso terzi). Con il Provvedimento 192/2011 del Garante della privacy, le leggi inerenti la circolazione delle informazioni e il tracciamento delle operazioni bancarie si sono irrobustite.
Alba individua attività improprie effettuate da parte dei dipendenti, nello specifico accessi non autorizzati ai dati dei clienti, mantiene traccia delle operazioni svolte e realizza gli alert e report prescritti, facilitando così le attività di analisi degli organi di controllo.

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